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Luigi

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6/9/2009

Una sera imprecisata (cronaca di una ciucca d'altri tempi)

Una sera imprecisata, forse maggio, forse giugno. Un caldo atroce, soffocante, di quelli che di giorno fanno ribollire l’asfalto e di notte ne esaltano gli effluvi. Di quelli che, se hai la stanza lato Monneret soprattutto, col sole che ci batte senza sosta nelle ore più calde, le escogiti tutte per sopravvivere. Il ventilatore puntato addosso non è un vezzo insalubre ma una necessità. Le bottigliette d’acqua in stanza son buone per farci il the, l’aranciata una brodaglia. Ogni singola scorreggia puzza da far schifo. Cercare refrigerio e svago in una birretta, in un pub, caso strano il JJ, è il minimo. Chi c’è, chi non c’è… io, Piter, Carlo. La sera invitiamo uno arrivato da poco, Ferdinando, di Salerno o dintorni, che guarda le nostre facce, capisce tutto e si aggrega.

Visto che ci sto facendo un raccontino sopra, e dato che ahimè non si parla di mussa, è evidente che si è bevuto. Un litro di triplo malto. Per iniziare. Fieri dei nostri boccali, ilari dopo due sorsi, rassicuriamo la dolce cameriera sul nostro ritorno, sprovvisti di macchina come siamo. I racconti su alcol, cristi ed usanze si sprecano, arrivano i primi poppi corni. Ferdinando, dopo poco, ci sventola il boccale vuoto in faccia, rinfacciandoci, a noi del nord, di non tenere fede alla nostra nomea di incalliti bevitori. Punti nell’orgoglio, svuotiamo i nostri, e un po’ per gusto, un po’ perché va giù bene, un po’ perché se no non avrei un cazzo da aggiungere, si ordina il secondo giro. Il degenero comincia da lì a poco. Si comincia con la gara di abilità a chi mangia al volo i poppi, conclusa con un tappeto bianco sul pavimento. Il controllo del volume sulle nostre voci salta. Salta anche il controllo sullo stomaco di Carlo, che lascia parte di sé nell’ingresso del pub. “Non è niente!” Diciamo, mentre sgattaioliamo fuori, lasciando il solo Piter che, con sguardo vitreo e testa obliqua, domanda alla graziosa cameriera: “ci porti a casa?”.

Torniamo, non chiedetemi come, al Casermone Universitario, e nemmeno ricordo se ho fatto il balletto dalla telecamera per Vince: so che, in fondo, ci tiene. Carlo si pianta in mezzo all’atrio, dal bureau, guardando in basso con le braccia penzoloni. Essendo una sua postura tipica, non mi sono troppo preoccupato, pur se devo ammettere che non ero nelle condizioni di farlo. Di lì, a riempire il pavimento di sbocco, per Carlo fu un attimo. Ferdinando era già sparito. Ricordo che, in qualche modo, riparammo al danno, per poi dirigerci, io e Piter, soli superstiti, nel bagno affianco all’auletta PC. Postazione 1, postazione 2, in parallelo dai lavandini. Comincia Piter: “bleeeeeeaaaauuuuurrgghh”. Lo imito: “sblllaaaaaaaarrrgh”. Lui continua, io rispondo al fuoco da par mio. Morti dal ridere. Fa capolino il nanetto malefico, attirato dalla varietà di suoni ed espressioni che provenivano dalla stanza: ricordo per certo che fu messo in dubbio il dogma dell’immacolata concezione.

Parrebbe finita qui, e invece il più bello doveva ancora arrivare: il Piter si pone seduto sul trono di ceramica, sboccando in avanti, ma avendo cura di ritrarre gambe e mutande. Io, nell’attesa di tornare alle nostre camere in compagnia, mi sdraio sul pavimento.

“Signor Vitali! Signor Vitali!” Apro gli occhi, ed il faccione tondo e preoccupato del signor Jack, ore 6:30 circa, mi abbaglia come il sole. Prendo coscienza. Sono ricoperto di zanzare ubriache, per via dell’alcol succhiatomi col sangue, ed un bel mucchietto di sbocco fa una puzzolente mostra di sé dinanzi al sunnominato trono. “Nessun problema!” urlo, pulisco con un po’ di carta, mi fiondo in camera, e ci rimango per un paio di eternità.


Come ogni storia vera che si rispetti, come quella dell’AWOW, ecco due righe conclusive sugli altri personaggi.

Piter è stato svegliato dalla signora delle pulizie (non so chi, all’epoca), che lo ha ritrovato con la porta aperta e le braghe calate. E’ andato in facoltà, dove ha vegetato alcune ore con un mal di testa da record europeo.

Ferdinando ha sboccato nel sonno, ed ha continuato il suo riposo intriso nelle sue espulsioni. Di lui non si hanno più notizie.

Carlo si è laureato ed è andato a lavorare in Kazakistan, segnato da questa esperienza.

Pigi ha ritrovato il suo orologio, tolto previdentemente prima di sturare il lavandino con le proprie mani. Ad essere precisi, il signor Vince, tre giorni dopo, lo guarda e fa “Vitali, questo deve essere suo”, con il suo sguardo che significa “so tutto”… “’azie Vince…”

12/28/2008

Piccola politica

Non parlo generalmente di politica, c'è chi lo fa meglio di me ed in sedi più appropriate, però leggetevi le ultime dal Presidente del Consiglio:

«Le sfumature all'interno della maggioranza stanno scomparendo perché lo stesso Maroni, dopo che ho parlato con Bossi, mi ha detto che è giusto escludere le intercettazioni nel caso di reati contro la pubblica amministrazione». «Se ne esce una mia - ha poi aggiunto il Cavaliere - cambio paese. Se venissero intercettate mie telefonate di un certo tipo, me ne vado in un altro Paese. Io continuo a parlare normalmente al telefono, perché se venissero intercettate mie telefonate di un certo tipo, me ne vado in un altro Paese. Non accetterei di vivere in un Paese in cui non è rispettata la privacy, che è il primo diritto».

Veramente, dalla costituzione si vede nei primi articoli quali sono i primi diritti:

art. 1: "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." Diritto negato, nei fatti.
art. 2: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo", quelli che sono, ad esempio, scritti nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." Infatti è in vigore una legge che immunizza quattro persone, i famosi più ugali degli altri.

Avanti, di sue telefonate compromettenti penso siano pieni i nastri, al primo che ne tira fuori una dopo queste dichiarazioni, in omaggio un pandolce genovese.
12/17/2008

Pensiero libero


 

Non è scandaloso dire ancora queste cose duecento anni dopo Voltaire?
12/10/2008

Bella roba

Effettivamente le novità dei windows spaces fanno cagare. Effettivamente tra faccialibro, siti di chitarristi e altre cose (tipo studiare ed avere una vita) sto dedicando poco tempo al bloggolo. Però sento che se lo abbandono mi dispiace, tanto non costa nulla e di aprirne uno nuovo fico non ho tempo né voglia... anzi, anzi, ho iniziato a scrivere una robina divertente, su un episodio storico di qualche annetto fa. Facciamo che quando l'ho finito lo posto. Massì, facciamo così.


11/29/2008

Bob Brozman

 

Che artista, fanti! Un vulcano di ideeee (con tante "e" perché sono tante), un senso del ritmo come pochi, un eccellente senso del ritmo ed uno dell'umorismo che buca la corazza più spessa. In più una cultura spaventosa, figlia dei suoi viaggi per studiare musiche di ogni parte del mondo, che si manifesta vigorosamente nel suo poliglottismo (si potrà dire?), tanto che nel breve dibattito introduttivo al concerto non c'è stato quasi mai bisogno di tradurre il suo miscuglio di italiano e francese.

Poi si è messo a suonare, mischiando blues, musiche indiane, africane, degli arcipelaghi, con un gusto ed un coinvolgimento sopraffino.

Nota stonatissima, quattro gatti a sentirlo, a fronte del costo del biglietto di soli dieci euro. Dieci euro per un'ora e mezza abbondante di emozioni, cultura, divertimento, in una sala bellissima e moderna. Certo, l'evento è stato (non) pubblicizzato in maniera scandalosa: non un manifesto, non una locandina anche all'esterno del teatro, nemmeno un trafiletto sul giornale di Genova.

Fra due settimane torna in Liguria, ci sto già facendo un pensierino...

P.S.

Nella mia "classifica", che classifica non è, dei concerti cui ho assistito, va dritto ai primi posti in compagnia di Tommy Emmanuel e Stefano Bollani, che chitarrista non è, ma è bravo bravo pure lui.

P.S.2

mi son preso il CD "Blues Reflex", ho approfittato dell'occasione per farmelo autografare. Per i musicisti, durante il concerto ha dispensato qualche pillola, che tutti sappiamo ma non ricordiamo mai abbastanza. Soprattutto sul blues come musica sensuale... ha detto che gli uomini si credono di impressionare le donne con le alte frequenze, ma la musica dell'amore è bassa... e poi... avete mai visto una donna che di un uomo apprezzi la velocità? Meditate, gente...